Accademia Italiana di Scienze Forestali

Italian Academy of Forest Sciences

Degli Antoni P., Angiolini S. – Rinaturalizzazione e ricoltivazione dei terreni agricoli abbandonati in Toscana 1954-2014

doi 10.4129/2cis-pda-rin

Citazione/Citation
Degli Antoni P., Angiolini S., 2015 – Rinaturalizzazione e ricoltivazione dei terreni agricoli abbandonati in Toscana 1954-2014. In: Atti del II Congresso Internazionale di Selvicoltura. Progettare il futuro per il settore forestale, Firenze, 26-29 novembre 2014. Firenze: Accademia Italiana di Scienze Forestali. Vol. 1, p. 579-584. ISBN 978-88-87553-21-5. http://dx.doi.org/10.4129/2cis-pda-rin

Titolo: Rinaturalizzazione e ricoltivazione dei terreni agricoli abbandonati in Toscana 1954-2014
Title: Renaturation and recultivation of abandoned farmland in Tuscany 1954-2014

Riassunto: Di 93 siti collinari toscani, si osserva dal 1982 l’evoluzione dell’uso del suolo, della vegetazione spontanea e colturale su terreni agricoli abbandonati negli anni 1960-1979. La velocità e i modi coi quali il bosco riconquista i campi abbandonati dipendono dalle colture arboree relitte e dalla vegetazione circostante. Gli incendi boschivi, il pascolamento iniziale e ripetute estati siccitose influenzano la successione secondaria. Il clima attuale sfavorisce l’insediamento di nuovi alberi; gli arbusteti formano cenosi che difficilmente evolvono verso il bosco. La direttiva europea Natura2000 riconosce interesse agli habitat 5130a e 4030. Piogge estreme non hanno recato danni importanti; l’erosione del suolo è minore rispetto ai vigneti. L’osservazione diretta e il telerilevamento mostrano questi dati: il 34% di quei campi abbandonati è oggi boscato, il 13% è pascolo cespugliato e arborato; il 35% è coltivato, il 18% è gestito in una situazione ibrida con olivi radicati in una prateria cespugliosa seminaturale. Una futura, appropriata gestione di questa “campagna ibrida” rappresenta una grande sfida in Toscana. I fattori socio-economici correnti indicano un’ulteriore, lenta espansione delle successioni secondarie, dovuta alla declinante profittabilità delle poche specie coltivabili in tali aree, vigneti inclusi. S’individuano alcuni principi basilari sui quali praticare una gestione appropriata. Una migliore consapevolezza (tecnica e culturale) da parte dei portatori d’interesse locali e un ventaglio flessibile di misure agro-ambientali sono necessari per raggiungere l’atteso risultato di una gestione sostenibile del paesaggio, comprensiva di strumenti adeguati anche agli agricoltori non professionali (part-time), proprietari di gran parte dei terreni cosiddetti “marginali”.

Summary: In 93 sites on coastal and inland Tuscan hills, evolution of land use, spontaneous and cultural vegetation on fields that were abandoned since 1960s or 1970s, are observed. Speed and manner with which forest conquers old fields depend on relic permanent crops and surrounding vegetation. Forest fires, early grazing and frequently dry summers affect secondary succession. Present climate is less suitable for new trees; shrubs become resilient and progressively close without evolving towards the forest, with no hope for needy species. The European “Habitat” Directive (92/43/CEE) recognizes naturalistic interest to the above habitats 5130a and 4030. Extreme rainfall occurred with no significant damage; soil erosion is lower than in vineyards. Direct observation and remote sensing show some statistics: 34% of those abandoned fields is now wooded; 13% evolved into bushy and wooded pastures; 35% has been re-cultivated, 18% is managed in an hybrid situation with olive trees rooted in a bushy semi-natural grassland. Proper future management of this “hybrid country-side” represents a major challenge in Tuscany. Current socioeconomic factors point towards a further, slow expansion of the secondary successions, due to declining profitability of the few crop species (vineyards included) that can be cultivated in such areas. Some basic principles upon which proper management can be practised are outlined. Better technical and cultural awareness by local stakeholders and a flexible set of agro-environmental measures are needed to achieve the expected result of a sustainable landscape management, including adequate tools to address even non-professional part-time farmers, owning a large part of the so-called “marginal” land.

Parole chiave: ecologia del paesaggio, successione secondaria, rete ecologica europea Natura 2000, governo del paesaggio.
Keywords: landscape ecology, secondary succession, European ecological network Natura 2000, landscape management.

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